Login   |   Registrati
Indietro

VALENTINA MARINI una donna FUORI PROGRAMMA per un FESTIVAL di SUCCESSO

Luogo
Teatro Vascello
Via Giacinto Carini 43
ROMA (RM)
Quando
04/08/2018
 VALENTINA MARINI una donna FUORI PROGRAMMA per un FESTIVAL di Successo

di Monica Ratti


Premesso
che io personalmente non credo che la Cultura debba essere un’ impresa che produca profitto, ma sia una forma di investimento per dare opportunità a una comunità di evolversi e sviluppare un senso critico,  che per realizzare un’opera d’arte, uno spettacolo, sia esso musicale, teatrale, di danza  che resti nel tempo a testimonianza del nostro tempo per le generazioni a venire occorra denaro.

Premesso che il denaro di contro non va buttato, sprecato o distribuito impropriamente e che le figure professionali chiamate a ricoprire tali ruoli dovrebbero essere adeguatamente preparate,premesso tutto ciò e molto altro, magari scontato, banale, ma di buon senso comune, ci sono delle operazioni culturali faticosamente portate avanti da privati che fanno urlare al Miracolo.

Ora mi domando se questo miracolo sia giusto che avvenga o piuttosto diventi deleterio agli occhi di chi distribuisce denaro pubblico e si possa asserire che allora la Cultura non ha poi così grande necessità di investimenti.

A Roma al Teatro Vascello dall’11 al 27 luglio è andato in Scena il Festival FUORI PROGRAMMA, Festival Internazionale di Danza Contemporanea diretto da Valentina Marini, giunto quest’anno alla sua terza Edizione e che ha registrato su sei appuntamenti 1543 presenze, un risultato straordinario per un Teatro che ha una capienza di poco più di 300 posti.
Quest’anno in scena da Israele: Vertigo Dance Company, Hillel Kogan.
Dall’Olanda: Dunja Jocic
Dall’Italia: Compagnia Abbondanza/Bertoni, Spellbound Contemporary Ballet e Compagnia Zappalà Danza.
Grazie alla collaborazione con Casa dello Spettatore, che ha curato INCONTRO ALLA DANZA_fuori programma, sono stati realizzati due appuntamenti con il pubblico l’11 e il 21 luglio per far percorrere agli spettatori un cammino condiviso dentro gli angoli di un’arte antica, costantemente elaborata e ripensata.
Circa 40 studenti hanno preso parte ai seminari che si sono svolti il 10 luglio con la Vertigo Dance Company presso la scuola di Mimma Testa a Trastevere e il 26 luglio con la Compagnia Zappalà Danza presso il Teatro Vascello.

Perché questo Festival che ha osato collocarsi come programmazione durante il periodo estivo al chiuso, puntando sulla contemporaneità, ha riscosso così grande successo?

Riporto di seguito un passaggio del comunicato stampa “ L’approccio alla danza contemporanea diventa quindi un atto di fiducia per rinnovare i propri interessi, per ridisegnare la poetica e il senso estetico che appartiene alla NOSTRA CIVILTA’ e si pone come dispositivo per riscoprire, attraverso l’uso del corpo e la musica, una sensibilità volta alla pluralità e alle differenze”
Non potevano descrivere meglio, ciò che io interpreto quale investimento e produttività culturale.

Ma il successo di tutto questo a cosa  o chi lo si deve?

A Valentina Marini, alla sua caparbietà, professionalità e lungimiranza, il tutto condito da incoscienza e propensione al brivido imprenditoriale.
A volte le persone care che abbiamo accanto e che sono amici o amiche di una vita per falsa integrità intellettuale, tendiamo a non considerarle quanto invece dovremmo.
- Figurati quella è una sua amica.
Esatto non solo è una mia amica ma è una delle mie più care amiche e guarda caso è anche una dei pochissimi manager nell’ambito della Danza in Italia con una credibilità internazionale riconosciuta ad altissimi livelli, una sensibilità nel cogliere ciò che di non banale ma interessante e di gradimento del pubblico il mercato offre, brillante, intelligente e bella e questo in una società maschilista quale la nostra non le ha reso la vita facile.

Cari signori Valentina Marini, quarantenne con aspetto da trentenne è tutto questo e molto altro.
Da 20 anni si occupa di danza, percorrendone tutti gli ambiti.
Dalla formazione, organizzando stage e portando in Italia maestri di caratura internazionale, ai più sconosciuti, puntando sulla qualità dell’offerta formativa educando insegnanti ed allievi ad apprezzare la qualità e non solo il nome di grido del momento.
Ha costruito, passo dopo passo la credibilità della Compagnia Spellbound Contemprary Ballet che con Mauro Astolfi ha portato in giro in tutta Italia e nel mondo.
Rappresenta oltre a Mauro Astolfi coreografi quali Emanuel Gat e Shirley Esseboom.

Un gavetta di oltre 20 anni, mirando a tessere come ha fatto per Fuori Programma, collaborazioni con ambasciate, istituti di cultura, viaggiando nel mondo alla ricerca del bello, in un dialogo costante con coreografi e danzatori. Non disdegnando nulla, le scuole di danza sono state un patrimonio che lei ha saputo cogliere e coltivare sensibilizzando e crescendo nuovo pubblico , la compagnia il fiore all’occhiello ma significative , in questo suo percorso, anche le collaborazioni con artisti quali Daniel Ezralow, Sang Jijia, Tomoko Mukayiama e i progetti con musicisti, stilisti in un crocevia di molteplici identità e culture tutte però votate alla contemporaneità

Valentina Marini non fa parte della categoria “ In do cojo cojo “ non è avvezza ai Gala con i nomi facili, le produzioni dal titolo accattivante che giustamente il pubblico vuole e per il quale altri bravi manager italiani si sono indirizzati con successo.
Lei non è per le imprese rischiose ma facili, lei è per le imprese rischiose e difficili.
Ama la Danza contemporanea talmente tanto, da comprenderne la complessità nel creare nuovo pubblico , a cui farla amare, senza violentare inutilmente lo spettatore impreparato.

Ecco che mentre giro per l’Italia che danza ,in teatri, festival, rassegne, ho notato un pubblico anziano prevalentemente dai 50 in su, il quarantenne faceva già parte della categoria giovani,   teatri e spazi spesso semi vuoti  al Festival Fuori Programma tanti i giovani e gli stranieri che hanno acquistato un biglietto . Un biglietto con un prezzo intelligente 15 euro.
Un lavoro di promozione mirato, senza disperdere risorse ma efficace. Meravigliosi i video nella metropolitana di Roma. Mentre aspettavi la metro ti incantavi a guardare il promo del Festival e insieme a me centinaia le persone che si lasciavano trasportare dalle immagini. Immaginiamo per un momento che l’arte e la cultura potesse essere promossa gratuitamente in questi spazi.

Reputo Valentina Marini una risorsa per la promozione della danza italiana importante.
Se penso ai danni che la legge in virtù dei famigerati algoritmi sta attuando, alle manie di certi funzionari del Ministero di fare i direttori artistici, spesso elargendo consigli sulla base delle loro idee artistiche che però fanno a cazzotti con le normative e a tutti coloro che inseguendo il contributo come coloro che cercano l’acqua nel deserto hanno visto in alcune figure il Miraggio, faccio presente che purtroppo di miraggio trattasi.
.

Valentina Marini ha il coraggio di rischiare sulla sua professionalità, attivando crowdfunding, in rete con partner prestigiosi quali Bolzano Danza Festival, Civitanova Danza Festival e reperendo risorse quale il contributo dell’Ambasciata di Israele in Italia e non ultimo riuscendo a portare Pubblico.

Pensiamo a cosa potrebbe diventare questo Festival con un contributo anche di qualche istituzione italiana.

Spettabili rappresentanti del MIBACT sempre onnipresenti agli spettacoli romani e ai cari i colleghi preposti a incentivare la Cultura del Comune di Roma e Regione Lazio al contrario  latitanti mi permetto un piccolo suggerimento: Meditate.

Photo di Cristiano Castaldi