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IL GRIDO DI AIUTO DEL CORPO DI BALLO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA



Data:03/11/2016
Genere:Danza
IL GRIDO DI AIUTO DEL CORPO DI BALLO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

di Monica Ratti


Riprendendo una comunicazione che ci aveva allarmato e avevamo lanciato (TERREMOTO SUL CORPO DI BALLO: OPERAZIONE ABBAGNATO IN CRISI? di Angela Testa), lo stato di agitazione in merito all’esclusione del Balletto dalla stagione estiva 2017 a Caracalla è reale: il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma ha ufficializzato ieri la sua posizione, chiedendo un urgente chiarimento in merito. Ad oggi, nessuna risposta ufficiale si è manifestata da parte della Sovrintendenza ma pare che l’intenzione sia di totale chiusura nei confronti dell’inserimento della Danza nel cartellone di Caracalla.

Fare allarmismi è inopportuno? Ricordiamoci cosa è accaduto a Firenze e Verona, perché questi sono campanelli di allarme che non vanno sottovalutati e il Corpo di ballo ha diritto a chiedere chiarimenti su una decisione che non è per nulla ininfluente sul loro futuro. Si cercherà di sostituire la programmazione a Caracalla con una tournée estiva della compagnia: ben venga la tournée estiva, ma non a scapito della stagione estiva a Roma!
Perché ancora una volta è la Danza a essere penalizzata quando, conti alla mano, il rapporto tra costi e fatturato delle produzioni di Balletto è sempre virtuoso e potrebbe esserlo altrettanto a Caracalla come in passato? L’attuale situazione economica della Fondazione pur non avendo superato ancora le difficoltà debitorie in essere, potrà in ogni caso godere, rispetto all’anno precedente, di un aumento derivante dal FUS Lg. 338 e dalla biglietteria; per cui, imputare al balletto risultati non soddisfacenti non ci risulta credibile.

Cosa si nasconde dietro questa decisione, un disegno Ministeriale? Un dialogo in difficoltà tra Sovrintendente e Direttrice del Ballo? Una città cui non interessa nulla di un luogo di Cultura che dovrebbe custodire un patrimonio di tradizione? E il Sindaco Virginia Raggi come si porrà in merito allo stato di agitazione del Corpo di Ballo? Sono quesiti che ritengo leciti per noi comuni mortali che amiamo la Danza e che vorremmo visioni più intelligenti e costruttive piuttosto che tagli.
Se di manager parliamo, a cosa serve un manager se non riesce a individuare soluzioni per posizionare il Corpo di ballo di un Ente Lirico (e stiamo parlando di Roma, la capitale d’Italia) in modo che la nostra tradizione ballettistica venga preservata dallo scempio che è venuto a verificarsi negli ultimi decenni?

Eppure, durante le numerose conferenze stampa cui abbiamo preso parte, ci era parso di avere a che fare finalmente con un Sovrintendente motivato nel sostenere il Corpo di ballo, in sintonia con gli intenti della Direttrice Abbagnato. Abbiamo respirato per qualche tempo un’aria di nuova vitalità e rinascita tanto che, noi per primi, ci siamo entusiasmati e abbiamo dato fiducia al nuovo corso esaltandone le progettualità messe in cantiere ed augurandoci di poter proseguire a farlo dopo aver fugato dubbi e timori crescenti.

Tre i Corpi di ballo che restano da salvaguardare, non venti o dieci, e uno solo, il Corpo di Ballo della Scala di Milano, è ancora, e non sappiamo per quanto, degno di una rilevanza internazionale. Eleonora Abbagnato si è impegnata e si sta impegnando affinché il suo Corpo di ballo si imponga sulla scena non solo romana e italiana ma anche internazionale. Le problematiche non sono poche, a Roma, e questi obiettivi necessitano di tempo, pazienza e concertazioni prese tra Sovrintendente e Direttrice che prevedano una visione univoca di intenti e una buona dose di mediazione tra i due. Cosa sta accadendo?

Vogliamo anche noi di Dance&Culture chiedere a Fuortes di rivedere la sua posizione in merito a Caracalla e se ciò non sarà, allora credo che sia necessario uscire allo scoperto e dichiarare le reali motivazioni che lo hanno portato a questa drastica decisione perché noi non riusciamo a darne una lettura plausibile e credibile. Riteniamo che una conferenza stampa che dia risposta ai nostri quesiti sia necessaria, cosicché noi che siamo chiamati a divulgare e informare e talvolta a supportare e sostenere realtà che indubbiamente ci stanno a cuore, anziché essere attaccati, con alzate di scudi e difese per lesa maestà, per aver divulgato notizie di cui siamo venuti a conoscenza a spizzichi e bocconi, possiamo una volta per tutte dare voce ai diretti interessati e alle loro posizioni, che siano Ballerini, Direttrice del Ballo o Sovrintendente. Non vogliamo nasconderci dietro a domande che lascino spazio a molteplici scenari che sono in realtà i silenzi ad avallare, le poniamo e lanciamo provocazioni nella speranza che prima o poi le risposte siano date.

L’Opera di Roma, e anch’io risiedo a Roma, è una realtà mia, come di ogni cittadino che vi abita ma è anche un patrimonio di tutti gli italiani, non un luogo deputato ai grandi poteri e alla politica. Dirigenti, Ministri sono preposti dai cittadini ad amministrare, organizzare, decidere per il bene della comunità e alla comunità devono rendere conto. La Danza pare sia un’Arte che ai nostri amministratori non sta per nulla a cuore, allora dichiarassero apertamente le loro intenzioni, così il nostro mondo forse potrà finalmente capire di che morte morire e organizzarsi trovando qull’unità d’intenti che più di tutte gli manca. Ognuno ha un piccolo orticello da custodire e difendere ma senza la visione di un grande campo da coltivare tutti insieme, il sostentamento prima o poi verrà meno, anche a chi credeva di avere intorno a sé la migliore fortificazione. La vita è veramente una ruota, che ora gira e ci vede in alto ma poi torna in basso; è lì che crollano le certezze. I politici non sono per sempre, come i dirigenti, i direttori, tutti passano. Il potere non è per sempre, ricordiamocelo e ricordiamoglielo.