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Da Pierino e il lupo qualche anno dopo... Van Hoecke, Savignano e Ganio tornano insieme sul palco

Danza
Luogo
Teatro Lo Spazio
Via Locri, 42/44
Roma (RM)
Quando
20/03/2018
Genere
Danza
'Da Pierino e il lupo qualche anno dopo...' Micha Van Hoecke, Luciana Savignano e Denis Ganio tornano insieme sul palco
Siamo andati a intervistarli al Teatro Lo Spazio dove saranno in scena dal 21 al 25 marzo 


di Claudio Murabito
(nell'ambito del progetto alternanza scuola-lavoro tra Dance&Culture e il liceo coreutico del Convitto Nazionale di Roma, classe V)
 

Proprio come in una fiaba, quello che sta accadendo in questi giorni ha quasi dell’incredibile: Micha van Hoecke riporta in scena il suo Pierino e il lupo, in una versione rivisitata, con degli interpreti principali da far venire i brividi a chiunque operi nel mondo della danza e non solo! Si tratta proprio dei grandissimi Luciana Savignano e Denis Ganio. Ma c’è di più: chiunque penserebbe che ad ospitare la nuova produzione di queste star sarebbe stato un grande teatro, come quelli su cui si sono esibiti per tutta la vita i grandi protagonisti dell’evento. Invece Micha, per la sua creazione, ha scelto il Teatro Lo Spazio, una location un po’ “off”, come lui stesso l’ha definita, ma che accoglie candidamente l’esiguo ensemble creando un atmosfera intima d’altri tempi. Lo spettatore seduto in questa piccola sala si trova catapultato e inglobato in un’altra realtà, non solo per il tema fantastico dello spettacolo ma anche per il modo in cui gli eccezionali interpreti si relazionano con il pubblico: nonostante siano delle star internazionali che possono apparirci irraggiungibili la separazione tra noi e loro si annulla, e su quel palco rimangono “solo” degli ineguagliabili interpreti ancora in grado di emozionarci come se ogni volta che li ammiriamo in scena fosse per noi la prima. 

Nelle vesti di un lupo rockettaro, tutto borchie e giacca di pelle, e una mimica accattivante alla Jim Carrey c’è Manuel Paruccini in scena con Miki MatsuseYoko WakabayashiViola CecchiniKaren Fantasia e le giovani Floriana Caroli e Martina Paruccini

Siamo andati a vederli in una delle ultime prove per immergerci, in anteprima, in questo remake firmato van Hoeke.

 
Il cast dello spettacolo al completo.


Qualche anno dopo quel “Pierino e il lupo” che andò in scena per la prima volta poco meno di trent’anni fa sulle musiche di Prokof'ev, le cose sono cambiate. Del resto Pierino è cresciuto e con lui tutto lo spettacolo: vi sono nuove parti e ne sono state tagliate altre, ma lo spirito battagliero del protagonista è sempre lo stesso, forse proprio a ricordarci che nella vita si diventa grandi ma non bisogna mai dimenticarsi del fanciullo che vive in noi. Ci sono momenti di grande comicità e ironia mescolati ad altri più introspettivi, come il duetto tra l’ammaliante e signorile gatto Luciana Savignano e il Pierino Denis Ganio. 

Noi, privilegiati spettatori, eravamo curiosi di capire come fosse nata l’idea di realizzare questo spettacolo e soprattutto perché la scelta di riprendere “Pierino e il lupo”. Così al termine della prova lo abbiamo chiesto ai diretti interessati, disponibili a offrirsi alle nostre domande e a raccontarci alcune curiosità.

“L’idea di fare qualcosa insieme era già nata con Denis negli anni in cui lavoravamo insieme al Teatro dell’Opera” rivela Micha van Hoecke.“Volevo proprio lui perché in scena si vede subito il grande artista. Serve una vita per saper esprimere certe cose nel modo in cui lui riesce a farlo, nessuno si improvvisa tale. L’idea era quella di realizzare qualcosa con i miei amici” prosegue il coreografo accennando alla duratura liaison che lo lega alla Savignano e a Ganio. “Volevo ritrovarmi con dei grandi artisti, artisti veri. Un altro motivo mi è stato dato in occasione di un concorso di cui ero giudice. Venni qui, al Teatro Lo Spazio, e appena lo vidi mi piacque subito. Mi ricorda tanto un locale in voga nella New York degli anni ’70. Si chiamava The Kitchen e vi si esibivano ballerini e coreografi molto noti all’epoca. Le persone assistevano, pagando il biglietto di appena un dollaro, a spettacoli di cabaret e intrattenimento. Mi piaceva tanto l’idea di far rivivere quell’esperienza e quando ho pensato a un tema mi è subito venuto in mente ‘Pierino e il lupo’ e la continua battaglia del Bene contro il Male. I lupi sono dappertutto e, per capirlo, basta seguire le vicende della politica italiana. Pierino è l’uomo del popolo, è coraggioso, ha dei sogni e tanta fantasia. Insieme ai suoi amici animali sconfigge il lupo anche senza l’aiuto dei cacciatori, che per me rappresentano il Potere istituzionale incapace di intervenire nelle problematiche di una comunità. È incredibile come questa fiaba sia sempre attuale”.


Manuel Paruccini e Miki Matsuse in sala prove.


I grandi artisti suoi amici sono lì, accanto a lui, e la domanda ci sorge spontanea: “Com’è stato tornare a lavorare ancora una volta insieme?”. Denis Ganio ridacchia sornione. Lui e Micha, dopo una vita vissuta sui più grandi palchi del mondo, da dieci anni a questa parte non si sono mai lasciati. Hanno spesso collaborato insieme e l’esperienza di alcuni anni fa al Teatro dell’Opera ne è un esempio. Ritrovarsi in questa nuova avventura non è stato certo un caso ma il frutto di una collaborazione di lavoro e di amicizia sempre viva e instancabile.
Per Luciana Savignano, invece, nonostante non lavorasse da tempo con i due colleghi, al momento di tornare in sala prove “è stato come se ci fossimo lasciati l’altro ieri”.

Il tempo non sembra mai passato. Ogni volta che questi miti della danza tornano sul palco continuano a trasmettere ogni volta qualcosa di più, perché più cresce l’esperienza e più si hanno cose da narrare. La Savignano racconta: “Un artista non finisce mai di essere tale. Andare in palcoscenico è un bisogno che c’è in ognuno di noi. Ogni artista avrà sempre necessità, finché avrà l’ultimo respiro, di esprimere se stesso perché stare sul palcoscenico è l’unico modo che ha per esprimersi in questo mondo. Fuori dal teatro c’è un mondo che gli appartiene relativamente. L’artista sta nel mondo ma lo guarda da una posizione diversa perché è un essere speciale. Stare sul palcoscenico è un bisogno.”
Sono parole importanti, frasi che fanno riflettere sul significato della parola Artista, troppe volte infangata da chi l’emozione non sa nemmeno provarla, figuriamoci trasmetterla ad un pubblico. È questo ciò che dona continua freschezza e magia alle sue entrate in scena, ai fugaci ondeggiamenti delle nude braccia, a quelle mani che raccontano con un gesto la storia di una vita, a quel corpo esile, etereo ma sempre energico. Poco importa che sia sul palco di un importante Ente Lirico internazionale o in un piccolo teatro all’ombra della basilica di San Giovanni in Laterano: Luciana Savignano non sa come fare l’artista, lei è Artista.

Non è da meno l’opinione del pupillo di Roland Petit che, continuando sul filo del discorso della collega, asserisce “Se nella mia vita avessi fatto per strada tutto ciò che ho fatto sul palco mi avrebbero rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Il palco mi dà la possibilità di essere completamente libero, come un matto, e finché saremo lì non saremo mai frustrati. Per questo non possiamo smettere: se lo facessimo saremmo morti!”. 
E sull’onda della sua esaltazione, alla domanda su quali siano i progetti futuri, sbotta ironicamente: “La prima!”, riferendosi all’imminente debutto dello spettacolo. 

Van Hoecke, invece, con un approccio più filosofico, ci dice: “Arriveranno altri progetti in futuro, ne sono certo, ma adesso ci concentriamo sul presente. Sarebbe come tradire questa creatura. In una storia d’amore non si può tradire”, mentre Ganio interviene “Bah, ogni tanto si può”, con chiari riferimenti alla sfera passionale. Micha si mostra timidamente avverso a questa sua affermazione e l’amico lo sbeffeggia ancora tra le risate generali dei presenti: “No no no, certo che no…è invecchiato eh?”. Come sempre il maestro Ganio si conferma un gran burlone, sia sulla scena che fuori. 

 

Manuel Paruccini, Micha van Hoecke, Luciana Savignano e Denis Ganio in sala prove.


Questi sono gli Artisti. Esseri speciali, folli, con un impellente bisogno di raccontare e raccontarsi senza sosta, per tutta la vita, finché ne avranno la possibilità, e anche dopo, quando il fisico non sarà più nelle condizioni di mostrarsi su un palcoscenico, troveranno ancora altre strade. Non possiamo fare altro che imparare e custodire gelosamente queste lezioni di vita donateci da persone eccezionali come queste. Oggi, un libro di Storia della Danza si è materializzato davanti ai nostri occhi: un’occasione più unica che rara. 

Se anche voi non volete perdere la nuova versione di Da Pierino e il lupo…alcuni anni dopo andate al Teatro Lo Spazio, a Roma, dal 21 al 25 marzo per assistere a questo impareggiabile spettacolo. Una congiuntura storica e felice, come non se ne vedevano da tempo, consigliato ad un pubblico di ogni età: non si è mai troppo grandi per tornare bambini!
 

Il cast con gli studenti della classe V del Liceo Coreutico Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Roma accompagnati dalla professoressa Francesca Malacarne.



Contatti

Infoline:

Sito web: www.teatrolospazio.it