Critica Incrociata



Les Etoiles di Daniele Cipriani, non solo un successo, un rito.




Luogo:Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma
Roma (RM)
Quando:Dal 27/01/2018 al 28/01/2018
Genere:Classico
Angela Testa



Les Etoiles di Daniele Cipriani, non solo un successo, un rito.

di Angela Testa


E’ gennaio. E così come arriva puntuale l’appuntamento ormai canonico del Concerto di Capodanno, ecco che torna anche Les Etoiles ad allietare gli appassionati della Danza, in particolare quella classica.

La nuova degna casa per questa manifestazione unica, la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, una delle più grandi d’Europa con i suoi 2.744 posti, ha registrato il tutto esaurito in questa edizione 2018, per la gioia di Daniele Cipriani, ideatore e Patron della manifestazione.

Un programma di forte impatto sul pubblico è stato scelto per questa edizione, grandi classici con qualche tocco di contemporaneo dalle coloriture poetiche e passionali.

Per parlare di danzatori come quelli previsti dal ricco programma, tutti di altissimo livello, è necessario attingere alle sfumature delle nostre percezioni perché la bellezza, la bravura, la capacità tecnica, il virtuosismo sono patrimonio di tutti loro; ma è una su tutte la piacevolissima sensazione in questo spettacolo di danza, come e quanto siano le donne a colpire il cuore dello spettatore per bellezza, grazia, eleganza e soprattutto bravura, nonostante le strepitose abilità tecniche dei loro stupendi e fascinosi partners. E’ forse questo l’unico meraviglioso mondo nel quale la donna può (e deve) primeggiare, sovrana incontrastata, e l’uomo dovrebbe inchinarsi, cedendole il passo, con buona pace dei signori maschi: un mondo da cui trarre illuminante ispirazione!



Come un vero padrone di casa, apre le danze Jacopo Tissi, che dal Teatro alla Scala di Milano è arrivato al Teatro Bolshoi, primo ballerino italiano presso lo storico teatro russo. Splendido principe con una bella tecnica è accompagnato dalla giovanissima Alena Kovaleva del Bolshoi Ballet. La appena diciannovenne di San Pietroburgo è considerata una stella nascente dal suo direttore Makhar Vaziev, il quale non è nuovo alla scelta di lanciare sul palco danzatori giovanissimi se vede in loro buone potenzialità. E, infatti, la poca esperienza di questo bellissimo fuscello dalle gambe da fenicottero si nota ma non è un limite, la tecnica dell’Accademia Vaganova la supporta e certamente col tempo acquisirà, come pure Tissi, quella sicurezza e quella presenza scenica che fa calcare il palco, dominandolo, ai suoi colleghi di spettacolo. Il primo pezzo interpretato, il pas de deux Diamonds da Jewels di Balanchine, è stato il ruolo assegnatole il secondo giorno dopo il suo arrivo al Bolshoi e il suo debutto dopo sole tre settimane. Un incredibile obiettivo, per la ballerina rifiutata per la sua altezza dal Mariinsky Ballet di San Pietroburgo. Tissi è suo partner al Bolshoi e la giovane coppia è considerata la nuova primizia nel panorama della danza internazionale che Cipriani, in Italia prima di altri, riesce a cogliere.



L’entrata in scena di Kimin Kim, danzatore di origine coreana, uno dei pochi stranieri ad entrare nei ranghi superiori del Mariinsky Ballet, ha lasciato letteralmente a bocca aperta gli spettatori nel pas de deux del III atto de La Bayadère: i suoi jeté sono incredibili non solo per l’altezza raggiunta ma per quell’attimo lungo di sospensione in aria in cui sembra volare. Accompagnato dalla star internazionale Iana Salenko, in forza presso il Berlin Ballet, ha stupito, al pari della sua partner, danzatrice di grandi capacità esecutive sia per fisico che per padronanza scenica, per la strepitosa tecnica e per i ripetuti virtuosismi, anche nel pas de deux del II atto de Il Corsaro.



Arriva dall’Opéra di Parigi la coppia Léonore Baulac e Hugo Marchand, di grande impatto sul pubblico nell’Esmeralda. La loro interpretazione di Amovéo, la coreografia contemporanea di Benjamine Millepied ha colpito per l’intensità e la precisione dell’interpretazione, un’armonia del movimento, uno stile lineare e un’eleganza poetica.







Joaquim de Luz, primo ballerino madrileno del New York City Ballet, un danzatore piccolo ma potentissimo e di gran carattere, ha incantato con la sua esuberanza nella Five Variations on a Theme, sulla musica barocca di Bach, come pure nella Folia de Caballeros (coreografia de Luz e Bernal) in coppia con l’etoile a sorpresa dello spettacolo, il primo ballerino del Ballet Nacional de España, Sergio Bernal, che con la sua intensa interpretazione della Farruca del Molinero di Antonio Ruiz Soler ha colorito questo spettacolo variopinto con la passionalità e il ritmo della danza spagnola.





Un’ovazione è stata dedicata alla coppia che ha interpretato il Lago dei Cigni di Petipa: la regale Liudmila Konovalova dell’Opera di Vienna, perfetta nel Cigno Nero con il suo fisico slanciato e il portamento altero e l’atletico Vladimir Shklyarov del Teatro Mariinsky, che nel Ballet 101, spiritosa prova atletica per un danzatore, nota al pubblico televisivo per l’interpretazione di Roberto Bolle, ha conquistato il pubblico dell’Auditorium non solo per la nonchalance interpretativa ma anche e soprattutto per la sua simpatia.



In ultimo, non nel programma ma in questa narrazione, la vera regina di Les Etoiles 2018 si è dimostrata Marianela Nuñez, come i suoi venti anni al Royal Ballet testimoniano. Il primo febbraio li festeggerà con una Giselle a lei dedicata, quella stessa meravigliosa Giselle che ha interpretato sul palco della Sala Santa Cecilia. E’ lei l’incantevole stella tra le stelle, con quella morbidezza che affascina, quella dolce eleganza che conquista, quella leggerezza che rende fatato ogni suo passo, quel sorriso che innamora. La sua interpretazione del pas de deux del Don Chisciotte con l’affascinante Daniel Camargo del Balletto di Stoccarda ha meritoriamente strappato al pubblico la seconda ovazione della serata.

Il folto pubblico romano, che notoriamente è sempre un po’ difficile a farsi trascinare, è stato conquistato da tutti i meravigliosi e bravissimi danzatori e li ha premiati con un applauso che è sembrato non finire mai; ma è alle splendide donne sul palco che ha dedicato il suo saluto più caloroso.

E chissà che, in un futuro prossimo, dopo che anche la RAI mette finalmente in programmazione la danza il due gennaio (vedi lo spettacolo con il Bolle nazionale), siano proprio le stelle della Danza ad assurgere ai fasti dei festeggiamenti di Capodanno e che il rito del ‘Concerto viennese’ del primo dell’anno sia, per noi italiani, invece, la Danza di Les Etoiles!





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